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             Roma, 02 Giu. – “Mentre la politica sembra assorta fra la campagna elettorale e la separazione delle carriere della magistratura, ciò che tragicamente non si riesce a scindere è la morte dalle carceri. Con un detenuto deceduto a Cagliari in ospedale, dopo che due giorni fa aveva tentato di impiccarsi nella sua cella della prigione del capoluogo isolano, e un altro impiccatosi a Venezia, sono due i morti di carcere a distanza di poche ore, forse minuti, nella mattinata di oggi. Sale così a 38 il numero complessivo dei suicidi di detenuti dall’inizio dell’anno, cui vanno aggiunti 4 appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che, parimenti, si sono tolti la vita”.

 

         Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

 

         “Singolare, peraltro, che i temi della campagna elettorale non s’interessino particolarmente di pene e penitenziari, quasi fossero estranei alle politiche nazionali ed europee. Questioni, peraltro, che si intersecano con le altre che investono pesantemente il nostro Paese, come le deficienze sanitarie e le carenze di medici e che sono ancora più devastanti in luoghi sovraffollati e soggetti a promiscuità come le prigioni. In carcere persino l’assistenza psichiatrica è ormai una chimera per mancanza di specialisti, con tutto ciò che ne deriva per gli effetti auto ed etero violenti; solo due giorni fa proprio lo psichiatra in servizio presso il carcere di Catanzaro è stato brutalmente aggredito e gravemente minacciato da un recluso”, aggiunge il Segretario della UILPA PP.  

         “Non c’è più tempo, se si vuole almeno tentare d’evitare di oltrepassare ogni record nella conta dei morti in carcere, di carcere e per carcere, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Governo Meloni prendano atto dell’emergenza senza precedenti e varino un decreto-legge per consentire il deflazionamento della densità detentiva, sono oltre 14mila i detenuti in più rispetto ai posti disponibili, assunzioni straordinarie e accelerate nel Corpo di polizia penitenziaria, mancante di almeno 18mila unità, e il potenziamento della sanità inframuraria. Parallelamente, lo stesso Governo e il Parlamento avviino riforme strutturali e riorganizzative. Diversamente, temiamo un’ecatombe”, conclude De Fazio.

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