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Comunicato stampa del 13 ottobre 2026 - Carceri: Suicida agente a Lecce, non si può continuare a ignorare l’emergenza

Roma, 13 Ott. – “37 anni, originario di San Pancrazio Salentino (BR), assistente del Corpo di polizia penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Lecce, nella serata di ieri, prima di svolgere il turno notturno, si è suicidato sparandosi con la pistola d’ordinanza in un parco della città. Lascia la moglie e un bambino in tenerissima età. È l’ennesima morte che si consuma intorno o dentro al girone carcerario che neppure la fantasia dantesca sarebbe forse riuscito a immaginare. Dall’inizio dell’anno sono tre gli operatori che si sono tolti la vita. Ben 57, invece, i detenuti che dal 1° gennaio hanno volontariamente posto fine alla propria esistenza in un carcere che, palesemente, toglie ogni speranza a chi vi è ristretto, ma pure a coloro che ogni giorno ne patiscono le storture e scontano le pene dell’inferno per la sola colpa di essere al servizio dello Stato con l’uniforme blu della Polizia penitenziaria”.

Lo dichiara Gennarino De Fazio, Responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.

“Le ragioni di un suicidio sono indubbiamente da ricercarsi in variabili multifattoriali di carattere psichico, biologico, sociale, ma al di là delle analisi, degli studi specifici e delle investigazioni ancora indispensabili sul tema, noi temiamo che le prigioni, con tutto ciò che vi si verifica fra omicidi, suicidi, violenze, risse, stupri, atti autolesionistici e molto altro ancora, possano indurre a una sorta di assuefazione ai gesti estremi, tanto da portare a percepirne in maniera affievolita la loro irreversibile gravità”, commenta il rappresentante della UIL FP PP.

“I detenuti nelle carceri del Paese hanno ormai superato la soglia delle 66mila presenze, a fronte di poco più di 46.200 posti disponibili, mentre al fabbisogno della Polizia penitenziaria mancano almeno 20mila agenti. Ciò si ripercuote inevitabilmente e pesantemente sui carichi di lavoro, con turnazioni di servizio che si protraggono anche per 26 ore ininterrotte, ma anche sugli eventi critici, quali sommosse, aggressioni agli operatori (oltre 3mila dall’inizio dell’anno) e molto altro, spiega ancora il dirigente sindacale.

“In questo momento ci stringiamo commossi e costernati attorno al dolore della famiglia del collega scomparso, ma continuiamo a ripetere che l’emergenza carceraria in essere, senza precedenti, non possa essere affrontata con misure ordinarie e che, al contrario, servano provvedimenti di carattere eccezionale per deflazionare la densità detentiva, rafforzare concretamente gli organici della Polizia penitenziaria e delle altre figure professionali, ammodernare le strutture, implementare gli equipaggiamenti, assicurare l’assistenza sanitaria e avviare riforme complessive”, conclude De Fazio.

suicidio_pp_lecce.pdf

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