Roma, 30 Ott. – “Gravi disordini sono in corso presso la Casa Circondariale di Trapani, dove decine di detenuti dopo aver praticato un buco in una cella del reparto ‘Mediterraneo’ avrebbero divelto i cancelli dei passeggi e appiccato il fuoco in alcuni locali. Il Reparto di polizia penitenziaria, anche con agenti richiamati in servizio, con spirito di sacrificio e grande professionalità sta cercando di fronteggiare la situazione e attende i rinforzi da altre sedi della regione. I farraginosi protocolli attuali, di cui abbiamo ripetutamente auspicato la revisione, non consentono l’immediato intervento dei gruppi speciali appositamente formati. Mentre l’attenzione della politica e del Governo è catalizzata sulle proteste nelle piazze, nelle carceri non va affatto meglio, ma, per converso, non si intravedono misure di tangibile efficacia”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.
“A Trapani 591 detenuti sono allocati in 480 posti (123% di sovraffollamento) e vengono gestiti, grazie a sforzi sovrumani per sostenere carichi di lavoro inenarrabili e a turnazioni di servizio che si protraggono ben oltre gli orari regolamentari, da soli 260 agenti della Polizia penitenziaria quando ne necessiterebbero almeno 417 (-38%). Per di più, il settore interessato ai disordini è del tutto fatiscente e più volte la UIL FP Polizia Penitenziaria della Sicilia ne ha richiesto la ristrutturazione. Ora i fatti sembrano darci ragione, se è vero che le pareti si bucano come il burro e i cancelli non reggono”, spiega il rappresentante della UIL FP PP.
“A livello nazionale, d'altronde, sono ormai 66.248 i reclusi stipati in appena 46.445 posti (143% di surplus), mentre al fabbisogno reale della Polizia penitenziaria, bando alla propaganda, continuano a mancare almeno 20mila agenti. Per rispondere concretamente all’emergenza in essere servono misure eccezionali e urgenti utili da un lato a deflazionare la densità detentiva e dall’altro a potenziare compiutamente gli organici del personale rilanciando la formazione. Parallelamente, ben al di là di fantomatici piani carcere, vanno ristrutturati e ammodernati gli edifici, implementati gli equipaggiamenti e avviate riforme di sistema”, conclude De Fazio.

