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Roma, 05 Feb. – “Un detenuto di origini turche di 25 anni, arrestato insieme a un connazionale durante i festeggiamenti di Santa Rosa lo scorso 3 settembre a Viterbo per detenzione di armi da guerra, si è suicidato impiccandosi nella sua cella della Casa Circondariale della città. Sale così a sette la tragica conta dei detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno. Segno ulteriore ed evidente che l’emergenza penitenziaria continua e si aggrava sempre più”.

          Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

          “A Viterbo 697 detenuti sono ammassati in 405 posti disponibili e gestiti da appena 275 agenti della Polizia penitenziaria, quando ne servirebbero almeno 471. In altri termini, la struttura viterbese contiene il 72% di ristretti oltre la capienza con un deficit del 42% all’organico del Corpo di polizia penitenziaria. Situazione che si inserisce nel quadro nazionale fatto di 63.770 reclusi stipati in 46.078 posti (+38,38%) e di almeno 20mila agenti mancanti al fabbisogno della Polizia penitenziaria effettivamente impiegata nelle carceri. Qualsiasi azienda in simili condizioni sarebbe fallita da tempo e se il sistema in qualche misura regge lo si deve allo straordinario impegno e al sacrificio, talvolta persino disumano, degli operatori, in primis quelli del Corpo di polizia penitenziaria sottoposti a carichi di lavoro esorbitanti e a turnazioni di servizio che si protraggono anche per 26 ore continuative”, aggiunge il Segretario della UILPA PP.

          “Le carceri stanno diventando sempre più una pentola a pressione e, mentre la pressione aumenta, si tappa la valvola e si rinforza il coperchio, ma ben presto potrebbero esplodere le pareti. Noi lo ripetiamo, urgono misure concretamente deflattive della densità detentiva, per potenziare gli organici della Polizia penitenziaria, senza peraltro rinunciare alla formazione, ammodernare e manutenere le strutture, implementare le tecnologie, garantire l’assistenza sanitaria, specie ai malati di mente, e avviare riforme strutturali”, conclude De Fazio.

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