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Signor Provveditore,
in questi giorni, presso la Casa Circondariale di Bologna, si stanno notificando rapporti disciplinari, al Personale di Polizia Penitenziaria, per il solo fatto di aver comunicato lo stato di malattia con diverse ore prima del proprio turno di servizio Essendo tale comportamento non previsto in nessuna fattispecie, risulta incomprensibile capire,
quale sia stata la violazione di legge, regolamento o ordini di servizio da parte del Personale tale da essere contestata addirittura la pena pecuniaria.
Vogliamo ricordare che il dipendente è tenuto a:
- comunicare lo stato di malattia nel momento in cui accade l’evento prima dell’inizio del turno di servizio non specificando un tempo minimo e massimo
- fornire un domicilio fiscale ove lo stesso sarà reperibile per eventuale visita di controllo A quanto pare, tali rapporti disciplinari, sono stati elevati in base a delle fantasiose interpretazioni dovute al calcolo del tempo di viaggio necessario per raggiungere il posto di lavoro dal luogo del domicilio fiscale.
Pertanto un collega di turno 18.00/24.00, che ha informato la propria Direzione dello stato di malattia alle ore 13.00, quindi con congruo anticipo, gli è stato elevato rapporto disciplinare solo perche ha comunicato come domicilio fiscale Bari o Foggia o Napoli piuttosto che Firenze o Bologna.

E’ bene ricordare, come giustamente indicato nell’Ods n. 13 del 18/04/2009 della Direzione di Bologna che ad ogni buon fine si allega, che il dipendente che comunica lo stato di malattia, è tenuto ad indicare un domicilio dove sarà reperibile per la visita fiscale ma, di certo, non corrisponde a dire che il dipendente si trova in quel preciso luogo nel momento della comunicazione dello stato di malattia. Può capitare, infatti, che l’evento accade mentre si è in viaggio per raggiungere la propria sede di lavoro e che il dipendente decida di tornare indietro
presso il domicilio piu’ vicino a lui in quel momento.

Senza considerare che tra l’altro – in astratto – il dipendente può anche accettare il rischio di risultare assente alla visita fiscale nel caso questa sia tempestiva, comunicare la malattia da Bologna e dando come domicilio per il controllo fiscale una sede distante dal luogo di lavoro per poi raggiungerla il prima possibile (ovviamente se lo stato di infermità gli consente di viaggiare senza compromettere la guarigione), mettendo in conto di subire eventualmente una decurtazione del trattamento economico, ma non già un procedimento disciplinare non espressamente previsto.

Pertanto tali rapporti disciplinari, a ns parere, non hanno nessun fondamento sia per mancanza di motivazione ma sicuramente si connotano nell’eccesso di potere da parte dell’Amministrazione che, come UIL Penitenziari, perseguiteremo in ogni sede per la tutela dei
nostri consociati.
Nell’attesa di leggere una sua autorevole interpretazione sull’argomento, si inviano
distinti saluti.

Maldarizzi Domenico

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