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Con riferimento alla Disposizione del Prap n° 63202 del 11/09/15 ed agli Ordini di servizio n° 51 8/9/15 e n°53 11/08/15, facciamo seguito alla precedente corrispondenza sull’argomento indicato in oggetto, per affermare fermamente come tale disposizione sia in netto
contrasto con i principi di efficacia, efficienza ed economicità. Principi che la P.A. dovrebbe sempre seguire per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Certamente le conseguenze che le succitate disposizioni hanno generato, ci dicono a pensare che, probabilmente, quell’obiettivo si è perso di vista. In seguito cercheremo di argomentare le ragioni della nostra convinzione.
La CC di Monza si fa carico, ormai da tempo, dei piantonamenti delle detenute donne assegnate alla C.R. di Bollate. In atto vi è un piantonamento presso l’Ospedale Sacco (iniziato il 15 c.m. e non si sa fino a quando) ed un secondo piantonamento programmato inizierà il 21 c.m. con la conseguenza che per espletare tali servizi verranno impiegati, in regime di missione, 16 unità di Polizia Penitenziaria più l’autista ed il relativo mezzo per ogni turno, e verranno percorsi circa 40 Km dalla sede di Monza all’Ospedale Sacco e ritorno.

Orbene, non per essere ripetitivi ma salta subito all’occhio come questa gestione dei piantonamenti sia eccessivamente onerosa. Altro che principio di economicità !! Ma a nostro avviso la cosa più grave è che tutto ciò ricade interamente sul personale di Polizia Penitenziaria femminile di Monza, reo soltanto di aver subito la decisione, unilaterale, delle chiusura del reparto femminile, peraltro nota, annunciata e che non ha scaturito nessuna misura programmatica preventiva. Anzi l’assenza di determinazioni progettuali ha addirittura fatto si che venissero assegnate ulteriori n°2 unità dall’ultimo corso agenti. Un reparto che, è utile ricordarlo, fin quando era in attività, è stato un
esempio per l’intera regione.

Questa O.S, a suo tempo, non è stata silente circa l’inopportuna chiusura del reparto detentivo monzese, manifestando tutte le sue perplessità che questa decisione, maturata senza il doveroso passaggio sindacale generava.

Appare quindi doveroso farsi carico del disagio che il Personale femminile di Monza sta a gran voce manifestando, nel vedersi stravolti i propri turni di servizio e non poter avere una stabile programmazione mensile alla stregua del restante personale dell’Istituto.
Non può non essere preso in considerazione il fatto che le donne che prestano servizio nella C.C. di Monza, oltre ad essere dei Poliziotti al pari degli altri, hanno anche una vita privata, sono mamme, mogli ecc. ed hanno tutto il diritto, pur nel rispetto del dovere di assolvere il proprio compito istituzionale, di curare i propri affetti familiari. Cosa che risulta difficile se non si riesce ad avere una programmazione del servizio, per l’appunto, stabile.
Questa O.S. nel rilevare tutto ciò ribadisce con forza che non può essere sempre e solo il personale a pagare per quelle che sono scelte gestionali, a nostro avviso sbagliate, da parte dell’Amministrazione, proprio perché prive di progettualità e lungimiranza. Le scelte le cui
conseguenze incidono sullo stato psicofisico dei dipendenti e come già citato, non rispecchiano i tre principi cui la P.A. dovrebbe ispirarsi.
Alla luce di quanto sopra esposto si chiede alla S.V. di voler, quanto prima, annullare le disposizioni sopramenzionate o di modificarle, affinchè le sostenute esigenze di Bollate non siano solo un problema di Monza ma dell’intera regione.
Ciò ovviamente in attesa che la situazione organico femminile di Bollate possa essere risolta in occasione delle prossime immissioni a ruolo.
Sempre disponibili per un confronto di merito, restiamo in attesa di conoscere le Sue nuove determinazioni.
Cordiali saluti.

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