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Nel pomeriggio odierno è proseguito al DAP il confronto, giunto alla IV riunione, in materia di rideterminazione delle dotazioni organiche del Corpo di polizia penitenziaria.

La sessione, presieduta dal Capo del DAP, coadiuvato da diversi componenti del Gruppo di Lavoro di cui al PCD del 18 aprile 2019, ha preso le mosse dalle ultime proiezioni inviate dall’Amministrazione nella tarda serata di ieri, integrate e corrette in corso di riunione, ma si è concentrata soprattutto sul servizio di Traduzioni e Piantonamenti dei detenuti e degli internati.

In particolare, a carattere generale, si è notata, e la delegazione UIL ha fatto rilevare, una sorta di ridimensionamento delle precedenti proiezioni, dove l’ “Ideal test”  attuale è risultato addirittura inferiore all’antecedente “medium test”  (Catania P.L. e Napoli Poggioreale, solo per citare due esempi eclatanti).

La UILPA PP ha dunque richiesto ulteriori verifiche e approfondimenti, reputando in diversi casi sottodimensionate le ultime ipotesi di quantificazione.

Tuttavia, come si diceva in premessa, la discussione si è incentrata particolarmente sul servizio Traduzioni e Piantonamenti. L’Amministrazione, infatti, muovendo dall’assunto che tale servizio è allo stato disimpegnato da 3.640 operatori di cui 621 nell’ambito di piccoli Nuclei il cui organico complessivo è inferiore alle 15 unità, ha ipotizzato la soppressione di questi ultimi con annessione al reparto. Ciò, peraltro, dopo aver sostenuto che il fabbisogno per l’ottimale esecuzione del servizio sarebbe, complessivamente, di 4.547.

Anche su questo fronte, la UILPA PP ha stigmatizzato l’ipotesi, schierandosi fermamente contro qualsiasi idea di destrutturazione del servizio di Traduzioni e Piantonamenti e, anzi, chiedendone il potenziamento anche a supporto di tutto il Corpo e l’Amministrazione penitenziaria.

In tale cornice, la UIL ha altresì evidenziato come anche il fabbisogno, quantificato in 4.547 unità, è sottodimensionato e che ciò viene inconfutabilmente dimostrato dal supporto fornito agli NNTTPP da operatori del c.d. “quadro permanente” e dal lavoro straordinario espletato nel 2018, pari a 1.095.624 ore.

La UILPA PP ha dunque invitato a invertire l’ordine di ragionamento, concentrandosi prima sui compiti istituzionali, l’impianto normativo di carattere generale e i modelli organizzativi che si vogliono adottare in funzione degli obiettivi strategici fissati e solo sulla base di tutto ciò quantificare gli organici.

Organici, peraltro, che bisogna individuare partendo dal servizio nelle sezioni detentive e negli istituti per poi finire in ogni articolazione diversa.

        

 Il confronto è stato dunque aggiornato al prossimo martedì 30. L’audio del principale intervento UIL è disponibile online.

Riordino delle carriere

 

A margine della riunione, il Capo DAP ha informato che la discussione al Tavolo Strategico con le altre Amministrazioni interessate sui correttivi alla revisione dei ruoli per il personale delle Forze di Polizia (e delle Forze Armate) si concluderà dopodomani, giorno entro il quale il DAP presenterà un testo normativo (emendativo), che verrà contestualmente partecipato alle OO.SS., sulla base delle informazioni fornite il 18 u.s. (e solo marginalmente integrate oggi).

Pur aspettando di analizzare, anche in maniera approfondita, la documentazione che ci perverrà, si rimane in uno stato di profonda insoddisfazione per ciò che si profila all’orizzonte e che più che riscrivere il riordino, come le forze politiche al governo promettevano solo pochi mesi addietro, sembra da un lato esser finalizzato a destinare qualche dubbio “contentino” e dall’altro foriero di ulteriori sperequazioni.

Insoddisfazione che diviene se possibile ancora più profonda guardando a quanto sembra profilarsi per la Dirigenza, dove al di là dei numeri di Dirigenza generale (2), di Dirigenza superiore (17) e di Prima dirigenza (148), non convincono sia il modello che si intende costruire, sia i posti di funzione. Inoltre, anche l’iter prospettato lascia perplessi. Pare infatti che sia intendimento di conseguire quanto sin qui sinteticamente espresso solo attraverso modifiche e integrazioni al D.Lgs. n. 146/2000.  Tuttavia, poiché, le nuove misure andranno evidentemente a impattare sul regolamento e sull’organizzazione del Ministero della Giustizia, rischiano – quanto meno e a prescindere da altre considerazioni – di essere suscettibili di influenze future derivanti da “provvedimenti di delegificazione” propri dell’organizzazione ministeriale, ex art. 17, comma 4-bis, legge n. 400/88 e succ.modd.

 

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