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Nota n. 9220 - Si è incidentalmente appreso che, con nota n. m_dg.GDAP.06/08/2019.0244698.U della S.V., è stato bandito un interpello “finalizzato ad individuare due unità appartenenti al Ruolo degli Agenti/Assistenti o dei Sovrintendenti o degli Ispettori, disposte ad essere temporaneamente assegnate presso questo Dipartimento – Sezione VII – Segreteria Particolare del Capo del Dipartimento”.

            Nel bando predetto, viene peraltro precisato che “l’interpello ‘de quo’ sarà espletato nel rispetto del PCD del 9 gennaio 2019 …”.

            Anche a voler prescindere dalla constatazione che l’interpello in parola pur essendo finalizzato a presunte assegnazioni temporanee non ne specifica la durata (la storia insegna che al DAP nulla è più definitivo di ciò che nasce come temporaneo), basta scorrere poche righe della nota di cui in premessa per verificare inconfutabilmente che il dichiarato “rispetto del PCD del 9 gennaio 2019” costituisce una mera enunciazione di principio tristemente e inconfutabilmente smentita immediatamente dopo, laddove i contenuti del PCD in questione vengono ripetutamente oltraggiati.

            In estrema sintesi, a solo scopo esemplificativo e per nulla esaustivo, si segnala in particolare:

  1. Il PCD del 9 gennaio 2019, come si evince già dal preambolo, regola il trasferimento presso le sedi diverse dagli istituti penitenziari (l’interpello, invece, afferisce all’assegnazione temporanea ed è rivolto anche agli operatori già in servizio presso la sede centrale del DAP);
  1. L’art. 1 del PCD predetto, prescrive che “1. L’Amministrazione – con cadenza biennale – rileva i posti disponibili per ruolo e genere, nelle articolazioni centrali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria […]. – 2. Alla copertura dei posti vacanti si procede mediante interpello straordinario indetto dall’Amministrazione Centrale” (al contrario: non si è proceduto alla rilevazione dei posti disponibili e, anzi, si ha notizia di cospicui esuberi presso la sede centrale del DAP; si rivolge, del tutto indistintamente, a ben tre ruoli del Corpo di polizia penitenziaria – da quello cui possono/devono essere affidate, ex lege, mansioni puramente esecutive a quello “con carriera a sviluppo direttivo” – senza neppure alcuna differenziazione di genere; è rivolto unicamente a operatori già in servizio al DAP e in altre sedi comunque romane, con esclusione pregiudiziale e pregiudizievole di coloro che sono impiegati in altri territori).

Per quanto accennato e pure al fine di evitare che la procedura avviata con il bando più volte citato possa costituire il preludio a ulteriori sanatorie, anche a fronte della capziosa inflessibilità di fronte ad altre e ben più meritevoli di attenzione esigenze degli appartenenti al Corpo (cfr. revoca trasferimenti ex legge n. 104/92, pure a distanza ventennale, per il venir meno dei presupposti che li avevano originati), si prega la S.V. di voler riconsiderare la materia e, comunque, di voler fornire indefettibili, urgentissime e circostanziate informazioni a questa Organizzazione Sindacale in ordine a quanto eccepito.

Nell’attesa, molti cordiali saluti.

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