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Roma, 17 Ago. – “Due detenuti, un marocchino di 30 anni e un tunisino di 19, sono evasi nel pomeriggio dalla Casa Circondariale di Bolzano. Per quanto si è potuto apprendere, mentre si trovavano ai passeggi per la c.d. ora d’aria, approfittando dell’esistenza di un’impalcatura edile hanno scavalcato la recinzione e, favoriti anche dal fatto che il muro di cinta per le note carenze organiche non fosse presidiato, si sono dileguati. Dalle 16.00 è scattato l’allarme e sono in corso le ricerche della Polizia penitenziaria e delle altre forze dell’ordine. Si tratta dell’ennesima criticità che, fra suicidi (53 detenuti e 3 operatori dall’inizio dell’anno), stupri, traffici illeciti, violenze di ogni genere anche nei confronti degli operatori e molto altro ancora, conferma la disfatta del sistema carcerario italiano che, nella sua illegalità diffusa, da tempo non risponde a nessuna delle finalità giuridiche a esso assegnate dalla Costituzione e dall’ordinamento”.

         Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

 

         “Anche il penitenziario bolzanino, nonostante le dimensioni ridotte e la struttura a dir poco proibitiva per condizioni d’insalubrità e persino d’indecenza, per chi vi lavora e per chi vi è ristretto, a dispetto degli apprezzabili sforzi condotti dalla direzione, si connota per un certo sovraffollamento con 98 detenuti presenti a fronte di 88 posti, ma soprattutto per le voragini organiche della Polizia penitenziaria che vede soli 63 agenti assegnati a fronte di un fabbisogno di almeno 136, con una carenza del 54%. Anche per questo oggi pomeriggio la gestione del carcere era affidata a un appartenente al ruolo di base, anziché a un Ispettore”, spiega il Segretario della UILPA PP.

          “Del resto, a livello nazionale, nonostante i 16mila detenuti in esubero rispetto ai posti disponibili, la Polizia penitenziaria continua a essere mancante di 18mila agenti rispetto ai necessari, che diventano 20mila se si guarda solo alle carceri, attese le assegnazioni soprannumerarie agli uffici ministeriali e alle sedi extrapenitenziarie. Gli operatori sono stremati nelle forze e mortificati nel morale, sottoposti a carichi di lavoro insostenibili e a turnazioni di servizio che raggiungono anche le 26 ore ininterrotte, tanto da far impallidire un ‘caporale’ qualsiasi. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Governo Meloni prendano compiutamente atto di un’emergenza che si protrae da troppo tempo e adottino misure consequenziali, tali da determinare l’immediato deflazionamento della densità detentiva, il potenziamento, reale, degli organici della Polizia penitenziaria impiegati nelle carceri e l’avvio di riforme complessive. Ogni minuto che passa il degrado e i rischi aumentano”, conclude De Fazio.

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