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Roma, 15 mar.“359 detenuti, 154 operatori di Polizia penitenziaria utili al servizio a fronte di un fabbisogno quantificato in 322 unità, assenza del Direttore e del Comandante del reparto titolari (a netto della spiccata professionalità dei reggenti). Questo il quadro che ci si è presentato davanti stamani durante il sopralluogo sui posti di lavoro che ho personalmente condotto, unitamente al Segretario Regionale, Marco Missimei, al Segretario Territoriale, Francesco Garieri, e al Segretario Locale, Carmine Caso, presso la Casa Circondariale di Biella”.

             Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

          “Come se non bastasse, a dimostrazione plastica della proverbiale deficienza organizzativa, molto prossima all’improvvisazione, del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), vi è la sartoria Ermenegildo Zegna, dove si producono uniformi ordinarie per il Corpo di polizia penitenziaria. Dovrebbe essere un fiore all’occhiello, peccato che di uniformi ordinarie ve ne siano oltre 61mila capi giacenti nei magazzini, mentre il personale utilizza in massima parte l’uniforme operativa, di cui però non dispone in quantità adeguata e si aggiusta come può. Per giunta, giunge notizia che il DAP stia tornando sui suoi passi disponendo l’impiego dell’uniforme ordinaria anche nei servizi operativi. Insomma, non ci si approvvigiona di ciò che è più funzionale al servizio, ma ci si veste con ciò che si trova nei ‘cassetti’”, aggiunge il Segretario della UILPA PP.

         “E’ di tutta evidenza che a Biella, come nel resto delle carceri del Paese, servono risposte immediate e una pianificazione lungimirante, su cui peraltro proprio ieri, durante un incontro a via Arenula, il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, ha fornito importanti rassicurazioni impegnandosi a dare le prime risposte concrete nel giro di due mesi, quando verrà convocata una nuova riunione. Tuttavia, riteniamo che alcune realtà, quale appunto Biella, non possano aspettare e meritino interventi tangibili e immediati. Non va dimenticato, né sottaciuto, che gli operatori sono stremati, oltre che nelle forze, anche nel morale e nell’orgoglio per le vicende giudiziarie che vedono alcuni di loro accusati di gravi reati nei confronti di detenuti. Se qualcuno ha sbagliato dovrà assumersene ogni responsabilità, in primis quella penale che, appunto, è personale, ma la responsabilità morale dello sfascio di un sistema patogeno, criminogeno e immancabilmente soggetto a degenerazioni è totalmente da imputarsi alla politica maggioritaria e a buona parte dei governi che si sono succeduti negli ultimi decenni. Nelle more di misure complessive e strutturali, auspichiamo dunque che si assumano iniziative immediate che mettano in sicurezza il penitenziario biellese e le condizioni di lavoro degli operatori”, conclude De Fazio.   

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