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Comunicato stampa del 30 settembre 2026 - Carceri: A Pisa tensioni e disordini in diretta TikTok

          Roma, 30 Set. – “Gravi disordini stanno interessando da qualche ora la Casa Circondariale di Pisa, dove detenuti di un reparto (circa 56 i presenti) sembra abbiano preso possesso degli ambienti impedendo l’ingresso della Polizia penitenziaria anche mediante il versamento di olio che, oltre a rendere i percorsi scivolosi, è facilmente infiammabile, riprendendo peraltro alcune scene con smartphone illecitamente posseduti e riversando i video su piattaforme social. Così, mentre a Napoli Secondigliano si magnificano i risultati ottenuti con l’impiego di jammer che impedirebbero l’utilizzo fraudolento di telefonia cellulare, a Pisa si consumano tumulti in diretta TikTok, paradosso evidente di un sistema penitenziario da riformare profondamente al di là degli slogan”.

Lo dichiara Gennarino De Fazio, Responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.

“A Pisa oltre 300 reclusi sono stipati in soli 185 posti (+64%), mentre risultano assegnati appena 185 agenti, quando ne servirebbero almeno 347 (-46%), situazione che è a dir poco precaria in condizioni normali, figurarsi quando si innescano disordini diffusi. La Polizia penitenziaria con professionalità, sacrificio e senso del dovere, pure con rinforzi inviati da altre sedi della regione e operatori richiamati in servizio, sta cercando di contenere le criticità e non escludiamo che si debba ricorrere all’intervento dei gruppi speciali (GIR/GIO), ma è evidente che il sistema carcerario nel suo complesso non regga l’urto di 20mila detenuti in esubero (circa 66mila a fronte di poco più di 46.300 posti disponibili) e, per converso, di almeno 20mila agenti mancanti al fabbisogno operativo della Polizia penitenziaria”, aggiunge il rappresentante sindacale.

“Confidiamo che la Polizia penitenziaria, anche con le sue specialità e se del caso con l’apporto dei negoziatori, possa ripristinare presso la Casa Circondariale di Pisa condizioni minime di sicurezza e vivibilità, ma è di ogni evidenza che occorrono interventi urgenti e di sistema per riorganizzare l’intero apparato passando innanzitutto per il tangibile deflazionamento della densità detentiva e il compiuto potenziamento degli organici del personale”, conclude De Fazio.

disordini_pisa.pdf

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