Ascolta qui l'intervento del Segretario Generale Gennarino De Fazio
Ultim'Ora -Dopo la formale apertura delle trattative del 26 gennaio scorso, nel primo pomeriggio presso il Dipartimento per la Funzione Pubblica è entrato nel vivo il confronto in sede tecnica per il rinnovo del CCNL del personale non dirigente delle Forze di Polizia e delle Forze Armate per il triennio 2025-2027.
Primo nodo da sciogliere, per la UILPA Polizia Penitenziaria, è quello dell’esiguità delle risorse assegnate che con meno di un miliardo e mezzo a regime non consentono un’adeguata valorizzazione economica del lavoro espletato dalle donne e dagli uomini del Comparto al servizio del Paese, senza peraltro recuperare minimamente la pesante perdita del potere di acquisto delle retribuzioni subita nel triennio precedente (2022-2024).
Stando alla tabella fornita dalla Funzione Pubblica, per la Polizia penitenziaria si prospetta un aumento totale, medio, lordo a regime (dal 2027) di 184,00 euro (200,00 euro per la Guardia di Finanza) pari al 5,4% sul trattamento economico in godimento.
In proposito, la UILPA Polizia Penitenziaria ha chiesto formali chiarimenti anche in ordine alla circostanza che non pare siano state considerate nella base di calcolo le seppur esigue e certamente residuali somme stanziate nella legge di bilancio per il 2024 in favore della c.d. specificità con decorrenza dal 2026 (questione più formale che sostanziale).
Aspetto che, se non adeguatamente chiarito, rischia di penalizzare ancora di più le operatrici e gli operatori della sicurezza.
La UIL ha comunque rivendicato che le somme stanziate siano destinate a incrementare la parte fissa della retribuzione e, in particolare, il c.d. “piede di parametro” e che siano reperite risorse aggiuntive che consentano di finanziare gli adeguamenti delle diverse indennità, del buono pasto e, soprattutto, del lavoro straordinario.
Proprio la retribuzione del lavoro straordinario è il secondo nodo da dipanare. È inaccettabile che il lavoro straordinario continui a essere pagato meno di quello ordinario, nell’esercizio di un vero e proprio caporalato di stato, e che il suo adeguamento debba avvenire con le risorse economiche stanziate per il rinnovo contrattuale (così determinando che poliziotte e poliziotti si autofinanzino il lavoro straordinario che sono obbligati a prestare).
In adempimento, peraltro, all’addendum al CCNL per il triennio 2022-2024 (DPR 53/2025) la UILPA PP ha chiesto nuovamente il ripristino dell’efficacia dell’art. 5 del DPR 150/1987 con la maggiorazione del 15% (diurno), 30% (notturno o festivo) e 50% (notturno festivo) la retribuzione del lavoro straordinario rispetto a quello ordinario, anche – ove necessario – riducendo il monte ore (lavorare meno ed essere pagati di più).
Nondimeno, sono necessarie politiche che consentano di detassare gli aumenti contrattuali, il lavoro straordinario e la retribuzione accessoria e, non certo per ultimo, mirino all’omogenizzazione del trattamento economico all’interno del Comparto ponendo fine alla penalizzazione degli appartenenti alla Polizia penitenziaria (per i quali ancora una volta si prospettano adeguamenti stipendiali fino a 16,00 euro inferiori rispetto ai colleghi degli altri Corpi).
Per la UIL, parallelamente, il terzo nodo da districare è quello previdenziale. È indispensabile il finanziamento e la finalizzazione della previdenza dedicata attraverso la celere apertura di un tavolo di confronto per scongiurare che gli appartenenti alle Forze di Polizia, dopo oltre 40 anni di servizio, che per la Polizia penitenziaria si traducono in 40 anni di carcere, finiscano per percepire un assegno prossimo a quello sociale.
Naturalmente vi è poi l’esigenza di rivedere complessivamente l’impianto normativo del CCNL, con alcuni aspetti salienti che afferiscono principalmente all’orario di lavoro e alla sua durata massima, ai permessi per effettuare visite specialistiche, ai congedi, all’aspettativa, alla tutela della genitorialità, ai servizi di missione, etc.
Altro tema da sviscerare attiene alle relazioni e alle prerogative sindacali, con anche la dibattuta questione concernente la misurazione della rappresentatività delle Organizzazioni Sindacali. In proposito la UILPA PP ha evidenziato la necessità che si dia finalmente attuazione al dettato del D.Lgs. 195/1995 tenendo conto, oltre che del dato associativo, anche di quello elettorale.
Su tutto, peraltro, si è fatta riserva espressa di produrre una formale piattaforma rivendicativa elaborata nell’ambito del Dipartimento Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico della UIL.
Il negoziato, che proseguirà oggi e domani con le APCSM, è stato aggiornato a una prossima data.
L’audio del principale intervento della UILPA PP è disponibile online.



