Nota prot. n. 2608 della Segreteria Regionale Campania -  Egr. Capo DAP, come oramai noto appena ieri si è consumata l’ennesima preannunciata fuga a mo di comiche anni 30, nel più pittoresco e classico degli stili ancestrali di evasione , ovvero, fuga con le lenzuola, le lime non servono più dato che è già tutto aperto, basta qualche salto e via !!!.
Questa volta è toccato all’Istituto di Poggioreale, che sta vivendo una mortificazione in queste ore che non ha uguali, è stata violata l’integrità dell’Università delle Carceri Italiane. Ma diciamocela tutta però, già da molto tempo la predetta “Università” per volontà politica era diventata collegio per educandi da usare come specchio per le allodole nei momenti preelettorali. Insomma un Istituto “farsa”, dove tutto è concesso a qualsiasi costo, in nome di un fantomatico “diritto” che ci fa apparire all’avanguardia, quasi Svedesi. La sicurezza oramai è un optional, basti contare in modo aritmetico Unità di Poliziotti Penitenziari presenti, numero di detenuti e attività trattamentali espletate, vi renderete subito conto che si lavora nell’impossibile, non passa giorno ove un poliziotto penitenziario non subisce un furto di dignità a partire dal Com.te di Reparto, ai quali vanno tutta la mia più profonda stima e solidarietà.
Come già abbiamo più volte analizzato e preavvisato, gli istituti penitenziari non sono popolati da collegiali, caso mai qualche Dirigente Campano che corre appresso alla gloria non l’avesse ancora capito, anzi, un certo tipo di gestione penitenziaria aperta e incontrollata ha prodotto e produce solo ulteriore malavita all’interno delle carceri, dove clan di detenuti si contendono ogni giorno, a qualsiasi costo, piazze di spaccio e traffico di telefonini cellulari, ovviamente da queste due cose poi derivano una serie di dinamiche e ulteriori attività malavitose che determinano poi i più forti, le spartizioni, le sottomissioni, il controllo dei contrabbandi … etc., insomma, la malavita si riflette e continua dalla città all’interno del carcere, praticamente l’illecito, il reato, la violenza, varcano il muro di cinta per radicarsi all’interno del carcere, quasi come se là stessero al sicuro !!!
Non è possibile che in un Istituto come Poggioreale la Santa messa la Domenica viene celebrata per 130 detenuti e nella migliore delle ipotesi con 5 agenti PP addetti alla vigilanza, come non è possibile che lo stesso personale venga chiamato a una miriade di servizi, oltre il proprio servizio turno e orario,una volta i cantanti, una volta il teatro, una volta pinco pallino, una volta il pranzo, una volta la messa, una volta l’associazione, una volta il politico, una volta la perquisizione straordinaria, una volta il ricovero urgente, di continuooo !!!, sempre e sempre le stesse poche persone, ergo, se si preme sempre lo stesso limone, per quanto possa essere bello e succoso, prima o poi non uscirà più niente. Per carità, predette attività trattamentali tutte legittime, se fatte in sicurezza e con idoneo personale di vigilanza (personale non telecamere), altrimenti non solo sono vane ma anche nefaste, allo stato dei fatti oggi giorno rimane solo una lunga lista di attività espletate che potrà servire solo a qualcuno, di certo non ai Poliziotti Penitenziari e ancor meno ai detenuti.
Spesso criticità come quella avvenuta ieri sono “prove tecniche”, la malavita tasta il polso al sistema penitenziario per controllarne i battiti cardiaci, eventi del genere nascondono altro, è difficilissimo che un detenuto solo non “appartenente” abbia agito in autonomia senza permesso e aiuto della malavita organizzata, se fosse così non avrebbe vita lunga una volta riacciuffato . Proprio pochi giorni fa nello stesso reparto c’è stata una maxi rissa tra detenuti magrebini e italiani, di certo non per motivi sportivi !!!
In tutto questo tempo, per quanto possibile, la UIL PA PP Campania ha cercato in minima parte di concedere interviste ai mass media, solo per argomenti ed eventi di una certa portata. Spesso i media cavalcano l’onda solo per riempire la pagina, nella migliore delle ipotesi, la cultura dello scoop e del cronista di turno che partecipa, anche non volutamente, a certi giochi politici non ci appartiene, spesso paghiamo con prezzo alto questa scelta impopolare. Con la stessa serietà non abbiamo intasato le caselle di posta elettronica delle SS.VV. con centinaia di comunicati, il tutto per dare ampi e giusti spazi di manovra a codesto DAP e alla Segreteria Nazionale UIL PA PP, per tutto questo ci aspettiamo dalla S.V. un certo fattivo riscontro…
Abbiamo registrato una serie di attività dipartimentali positive che hanno una determinata “ratio”, e la cosa ci ha non solo stupito ma anche fatto piacere immenso, il DAP non agiva sensatamente in ambito di organizzazione penitenziaria da anni. Abbiamo anche molto apprezzato il fatto che il Capo DAP, si sia circondato, finalmente, di uno staff competente, Dirigenti e Funzionari di trincea, e non dei soliti accademici, e che abbia scelto per la Campania, terra difficilissima, un neo Provveditore di provata fiducia e capacità che avrà molto da lavorare dato lo scenario penitenziario che ha trovato.
La nota dolente, alla quale bisogna senz’altro metter mano, che poi si materializza in eventi critici come quello “de quo”, è che registriamo ancora una lentezza dei tempi nella messa in opera dei precitati progetti. Una lentezza istituzionale che, da una parte logora il personale PP che si demoralizza sempre di più fino a paralizzarsi, vive questo lasso di tempo come un senso di abbandono da parte dell’Istituzione, mentre d’altra parte i detenuti, che vivono lo stesso lasso di tempo in modo positivo, come un gettar la spugna da parte dello Stato.
Nello sperare che:
altre cose dalla scrivente O.S. previste, ovvero l’omicidio in carcere e l’evasione di massa, restino solo eventi critici accademici da studiare durante i corsi;
la pianta organica PP Campania sia riportata ai numeri di personale PP pre Lg. Madia;
arrivino risorse economiche in modo da investire in tecnologia e mezzi in quanto fermi all’età della pietra;
soprattutto siano date direttive affinchè la c.d. “sorveglianza dinamica”, che in termini statistici ha prodotto solo immensi danni, sia drasticamente ridimensionata e ridisegnata secondo principio di premialità;
Le porgo i più Distinti Saluti in attesa di riscontro.
f.to: Il Segretario Generale Regionale UILPA Polizia Penitenziaria Domenico de Benedictis