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         “Ormai temiamo e riteniamo debba parlarsi di escalation di episodi che mettono a nudo – qualora ce ne fosse ancora bisogno – le criticità della sicurezza penitenziaria nell’intero Paese, dall’estremo nord al profondo sud. Ieri sera ignoti hanno divelto una recinzione del carcere di Vicenza ed esploso alcuni colpi apparentemente di arma da fuoco, oggi la rocambolesca fuga di un ergastolano a Lecce. Queste peraltro sono solo la punta emergente dell’iceberg fatto di una molteplicità di preoccupanti eventi che non arrivano tuttavia alla ribalta della cronaca”.  

          Esordisce così Angelo Urso, Segretario Generale della UILPA Penitenziari, che prosegue: “continuiamo a ripetere che l’emergenza penitenziaria non è affatto superata e che la soluzione non può essere ricondotta ad un esercizio geometrico finalizzato a fare in modo che ogni detenuto abbia a disposizione almeno tre metri quadri, né con altri palliativi che perseverano nell’aggirare il nocciolo del problema. Il Governo Renzi e soprattutto il Ministro Orlando devono prendere atto di come e quanto sia necessario addivenire con urgenza e pragmaticità – al di là della pomposità di dibattiti e ‘Stati Generali’ – ad un ripensamento del modello di esecuzione penale che passi per l’immediato potenziamento degli organici della Polizia penitenziaria e che invece con la c.d. riforma Madia si vorrebbero ulteriormente tagliare. Non è pensabile, infatti, a meno di non essere in mala fede o fuori dalla realtà, continuare ad aumentare le attività destinate ai ristretti e che si ripercuotono sul carico di lavoro della Polizia penitenziaria senza investire su di essa ed anzi colpendola”. 

         “Per garantire la sicurezza penitenziaria, fulcro del sistema sicurezza del Paese, – chiarisce il leader della UILPA Penitenziari – non basta  dunque aprire le celle e ricercare le pur necessarie attività rieducative per i detenuti, ma è indispensabile altresì assicurare l’operatività della Polizia penitenziaria anche approvvigionandola adeguatamente di mezzi e strumenti efficienti e formandola ed aggiornandola costantemente sulle tecniche operative e nel maneggio delle armi. E poi bisogna garantire l’efficienza psicofisica e la reattività dei poliziotti che certamente viene compromessa da turni di servizio molto più lunghi del previsto, riposi settimanali diluiti e ferie annuali rinviate. Non ci meraviglieremmo, infatti, se anche in questa circostanza si scoprisse che la scorta era sottodimensionata per esigenze di servizio e/o inadeguatezze organiche e sovraccaricata di lavoro”

         “Ora comunque non è il momento delle polemiche – conclude Urso – ci stringiamo intorno al collega ed agli altri feriti augurandogli una pronta guarigione ed attendiamo fiduciosi che l’evaso venga riassicurato alla giustizia. Immediatamente dopo, però, sarà bene che il Ministro Orlando mantenga fede agli impegni, sinora abbondantemente disattesi, ed apra una discussione serrata con le Organizzazioni Sindacali del Corpo sulle questioni che attengono alla sicurezza ed all’operatività”.

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