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Carceri : A  MARASSI una giornata infernale

20 Luglio 2010

“ Una giornata, quella di ieri,  che gli operatori penitenziari di Genova Marassi difficilmente rimuoveranno dalla loro memoria. Un tentato suicidio, una mega rissa e una cella data alle fiamme hanno movimentato la vita all’interno dell’istituto genovese. Per noi era stato sin troppo facile pronosticare che la palpabile  tensione sarebbe sfociata in violenza”

Così il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio SARNO,  commenta una serie incredibile di “eventi critici” verificatisi ieri a Genova Marassi

“ In mattinata un detenuto extracomunitario ha tentato il suicidio previo impiccagione ed è stato salvato dal tempestivo intervento degli agenti penitenziari. Nel primo pomeriggio nei box passeggi della sezione Alta Sicurezza, per motivi da accertare, è scoppiata una rissa che ha visto coinvolti una decina di detenuti, sedata a fatica dal personale di sorveglianza. Nel tardo pomeriggio, infine, un detenuto di origine magrebina, con problemi sanitari, ha appiccato fuoco alla propria cella. Il pronto intervento dei poliziotti penitenziari ha scongiurato il peggio, traendo in salvo il detenuto e spegnendo l’incendio”

La UIL PA Penitenziari nel sottolineare il sovraffollamento della struttura non manca di polemizzare con i vertici dipartimentali sulla gestione del personale

“ Alle 17.00 di ieri a Marassi erano ristretti 780 detenuti, a fronte di una capienza massima di 450. Questo ammasso di persone, cui sono sottratti spazi fisici vitali,  non può non alimentare tensioni ed aggressività che si manifestano con atti violenti, in ogni caso  ingiustificabili. Ma anche la forte carenza di personale impedisce una concreta azione preventiva alle violenza. Purtroppo il DAP continua a connotarsi per una gestione scellerata delle risorse umane. I tanti e continui distacchi di unità verso i palazzi romani – sottolinea SARNO - hanno depauperato il contingente di polizia penitenziaria. I pochi addetti alla prima linea non solo vedono a rischio riposi e ferie, quanto debbono sobbarcarsi di carichi di lavoro insostenibili e far fronte a questa ondata di violenze. Prendiamo atto che il Capo del DAP Ionta ha inteso convocarci per giovedì 22 Luglio. In quella sede  nutriamo la speranza di poter invertire la tendenza. D’altro canto gli ultimi giorni di fuoco vissuti all’interno dei penitenziari impongono a tutti una riflessione responsabile “

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