Comunicato stampa del 13 maggio 2022 - Carceri: La Polizia penitenziaria si autotassa contro le aggressioni

Roma, 13 mag.“Gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, attraverso accordi sindacali nelle carceri, stanno destinando parte della retribuzione ai colleghi che hanno subito aggressioni gravi da parte dei detenuti. Un’iniziativa a forte contenuto solidaristico, ma anche una vibrante protesta che mette a nudo l’ipocrisia del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, del Ministero della Giustizia e dei Governi, non solo quello attualmente in carica, che al di là di ogni dichiarazione di facciata non riescono ad arginare la spirale di violenza che imperversa nelle prigioni”.

Lo afferma Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

"In questi giorni, in ogni sede carceraria si stanno sottoscrivendo accordi per destinare una parte della retribuzione a remunerare l’impiego in servizi che comportino particolari responsabilità, disagio e rischio. In molte realtà si sta decidendo di devolvere una quota delle risorse stanziate in favore degli appartenenti alla Polizia penitenziaria che hanno subito aggressioni ad opera dei detenuti, le quali oltre al nocumento fisico, psichico e morale, spesso implicano pure ripercussioni economiche connesse alle cure, alla necessità di protesi e a danni materiali” – spiega il Segretario della UILPA Polizia Penitenziaria.

“A fronte di uno Stato del tutto inerme e inerte su questi temi, la Polizia penitenziaria si rimbocca le maniche e protesta nel modo che sa fare meglio: mettendo in campo la solidarietà. Ma è evidente che non è né può essere questa la soluzione a un problema devastante e rispetto al quale il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha secretato i dati per non certificare la vulnerabilità del sistema, peraltro sotto gli occhi di chiunque. Vanno rivisti il modello detentivo e l’organizzazione complessiva, va risolta la questione connessa ai detenuti affetti da patologie mentali, è indifferibile l’adeguamento degli organici del Corpo, mancanti di 18mila unità, è necessario implementare le tecnologie e gli equipaggiamenti. Allo stesso modo dev’essere introdotta un’aggravante al reato di lesioni personali, quando recate alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria nell’esercizio delle loro funzioni” – aggiunge De Fazio.

“Una proposta di questo tipo, peraltro, venne da noi avanzata già per l’anno 2014, quando le aggressioni, seppur già tantissime, non erano agli attuali livelli di gravità. All’epoca e negli anni successivi l’iniziativa non trovò risposte compiute, stante anche l’opposizione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che evidentemente già da allora cercava di oscurare il problema. Speriamo che l’iniziativa di questi giorni, partita direttamente dalle ‘trincee’ penitenziarie, serva a scuotere le coscienze, in primis, della Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e del Capo del DAP, Carlo Renoldi, di cui a quasi due mesi dall’insediamento non si ha notizia di particolari iniziative su alcun fronte, nonostante le urgenze” – conclude il Sindacalista.