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Comunicato stampa -  ROMA, 10/12/2021“Questa volta è toccato alla Casa Circondariale di Caltagirone. Perché nelle carceri italiane si nasce, come dimostrano i parti avvenuti a Rebibbia e a Pontremoli, si spara, come accaduto a Frosinone, e si viene strangolati, come successo a Caltagirone. In altre parole, come abbiamo ripetuto in altre circostanze, si tratta solo di scoprire cosa e dove, ma è assolutamente certo che qualcosa di grave accadrà, stante la conclamata inefficienza del sistema. E tutto questo nella totale indifferenza della politica e del Governo, che talvolta danno vita a vere proprie passerelle, come quella cui abbiamo assistito con la visita del Presidente del Consiglio Draghi e della Ministra della Giustizia Cartabia a Santamaria Capua Vetere, ma che non assumono provvedimenti tangibili e risolutivi”.

 

         Queste le dure dichiarazioni di Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, a seguito dell’omicidio per strangolamento di un detenuto ad opera di un altro recluso avvenuto in una cella del carcere di Caltagirone e di cui si è appresa la notizia stamani.

         De Fazio poi aggiunge: “il Corpo di polizia penitenziaria è stremato, sottodimensionato – secondo uno studio condotto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – di 18mila unità, mal equipaggiato, spesso senza guida, atteso che molte carceri sono prive di Direttore e/o Comandante del reparto titolare, sottoposto a pressioni enormi e, non per ultime, alle aggressioni dei detenuti, che superano le 3 al giorno, contando solo quelle più gravi. A Caltagirone, a fronte di 400 detenuti presenti, prestano servizio solo 177 appartenenti alla Polizia penitenziaria, quando ne sarebbero necessari almeno 250”.

         “La ministra Cartabia – prosegue il Segretario della UILPA PP –, citando Calamandrei, continua a ripetere che per conoscere il carcere bisogna aver visto, noi ci chiediamo e le chiediamo cos’altro occorra ancora vedere perché la politica e il Governo si destino dal torpore in cui giacciono, almeno sulle politiche penitenziarie, e promuovano azioni d’intervento efficaci e risolutive, delle quali non si rinvengono tracce nemmeno nel disegno di legge di bilancio all’esame del Parlamento”.

 

         “Anche per questo – conclude – aderiremo idealmente, ma con ferma convinzione, allo sciopero generale di 8 ore proclamato da CGIL e UIL per il 16 dicembre prossimo e saremo presenti con delegazioni di dirigenti, iscritti e simpatizzanti, liberi dal servizio, alla manifestazione nazionale che si terrà in Piazza del Popolo a Roma e alle altre quattro manifestazioni territoriali di Bari, Milano, Palermo e Cagliari”.

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