Roma, 19 Apr. – “Da alcuni giorni assistiamo alla più disparata veicolazione di informazioni allarmistiche circa una deriva securitaria nell’ambito delle carceri che deriverebbe, in estrema sintesi, dalla mera attuazione di una norma legislativa, peraltro varata nel 2019 sotto il governo Conte II, sostenuto da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali e Italia Viva (c.d. giallorosso), la quale prevede l’istituzione di due dirigenze generali per il Corpo di polizia penitenziaria: la Direzione generale delle specialità e la Direzione generale dei servizi logistici e tecnici. Ora, sostenere che il mero dotare una forza di polizia, fra le quattro dello Stato (art. 16, legge 121/1981), di una sua struttura gerarchica che confluisce e confluirà, sempre e in ogni caso, sotto la responsabilità del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, che a sua volta è e rimarrà il Capo della Polizia penitenziaria, costituisca una svolta sicuritaria, oltre a essere palesemente erroneo, si traduce nell’affermare che si preferisce un Corpo di polizia eterodiretto e dunque esposto anche a influenze esterne”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UIL FP Polizia Penitenziaria.
“Noi, peraltro, siamo coloro che da sempre sostengono che alle Divisioni, in seno alle direzioni generali dell’Amministrazione penitenziaria, avremmo preferito le ‘unioni’ da perseguire attraverso un disegno unitario della dirigenza, oggi di fatto parcellizzata in 5 diverse carriere con inevitabili frammentazioni che rischiano di portare, come in questo caso, anche a guerre intestine. Sulla strutturazione delle due Dirigenze generali della Polizia penitenziaria nei giorni scorsi il DAP ha inviato alle Organizzazioni Sindacali di tutto il personale coinvolto lo schema di decreto ministeriale, correttivo e integrativo del dm del 2 marzo 2016, convocando una serie di riunioni per il mese di maggio. Invitiamo tutti, pertanto, a ragionare nel merito delle questioni senza pregiudizi e senza alimentare ancora il conflitto interno e, dal canto nostro, siamo pronti sin da subito a essere partecipi di un percorso di studio, analisi e proposta quanto più possibile condiviso”, aggiunge il Segretario della UIL FP Polizia Penitenziaria.
“A chi, poi, al contrario, sembra voler favorire lo scontro fine a se stesso sino ad arrivare a ipotizzare ‘confitti istituzionali senza precedenti’, ci limitiamo a far notare che al momento l’unico conflitto potrebbe essere quello di interessi nel ricoprire simultaneamente l’incarico di Coordinatore nazionale di un sindacato della Dirigenza penitenziaria e quello di Garante regionale dei detenuti”, conclude De Fazio.
Diciamo no all’avvelenamento dei pozzi - Comunicato stampa
- Scarica qui l'allegato 1: Download



