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D.L.151 ART 42 C5 (1 viewing) (1) Guest
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TOPIC: D.L.151 ART 42 C5
#540
D.L.151 ART 42 C5 2 Years, 9 Months ago Karma: 0  
in data odierna sono stato potato a conoscenza dalla locale direzione..casa reclusione paliano che mi verranno detratte le somme corrisposte negli anni 2010 e 2011 come tradicesima mensilità..in quanto io ho prescepito della legge come da oggetto..vorrei chiarimenti in merito..ho più volte letto la normativa relativa alla materia..e mi sembra che le spettanze siano comprensive della tredicesima.....
cordiali saluti e grazie x la risposta
paolo cenciarelli
latinos44 (Visitor)
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#541
Re:D.L.151 ART 42 C5 2 Years, 9 Months ago Karma: 0  
D.Lgs. 151/2001, art. 42, comma 5-quinquies:

Il periodo di cui al comma 5 non rileva ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto. Per quanto non espressamente previsto dai commi 5, 5-bis, 5-ter e 5-quater si applicano le disposizioni dell'articolo 4, comma 2, della legge 8 marzo 2000, n. 53.

Dunque ha ragione la Direzione.
Ciao,
gdf (Moderator)
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gennarino de fazio
 
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#546
Re:D.L.151 ART 42 C5 2 Years, 8 Months ago Karma: 0  
a seguito del tuo contatto telefonico, confermando quanto già detto, riposto il testo originario della normativa che, per quel che ci riguarda, non ha subito sostanziali modifiche:

D.Lgs. 251/2001:

Art. 42
Riposi e permessi per i figli con handicap grave
(legge 8 marzo 2000, n. 53, articoli 4, comma 4-bis, e 20)

1. Fino al compimento del terzo anno di vita del bambino con
handicap in situazione di gravita' e in alternativa al prolungamento
del periodo di congedo parentale, si applica l'articolo 33, comma 2,
della legge 5 febbraio 1992, n. 104, relativo alle due ore di riposo
giornaliero retribuito.
2. Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino
con handicap in situazione di gravita', la lavoratrice madre o, in
alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui
all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Detti
permessi sono fruibili anche in maniera continuativa nell'ambito del
mese.
3. Successivamente al raggiungimento della maggiore eta' del figlio
con handicap in situazione di gravita', la lavoratrice madre o, in
alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui
all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Ai
sensi dell'articolo 20 della legge 8 marzo 2000, n. 53, detti
permessi, fruibili anche in maniera continuativa nell'ambito del
mese, spettano a condizione che sussista convivenza con il figlio o,
in assenza di convivenza, che l'assistenza al figlio sia continuativa
ed esclusiva.
4. I riposi e i permessi, ai sensi dell'articolo 33, comma 4 della
legge 5 febbraio 1992, n. 104, possono essere cumulati con il congedo
parentale ordinario e con il congedo per la malattia del figlio.
5. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o,
dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi di
soggetto con handicap in situazione di gravita' di cui all'articolo
3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata ai sensi
dell'articolo 4, comma 1, della legge medesima da almeno cinque anni
e che abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all'articolo 33,
commi 1, 2 e 3, della medesima legge per l'assistenza del figlio,
hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell'articolo 4
della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla
richiesta. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a
percepire un'indennita' corrispondente all'ultima retribuzione e il
periodo medesimo e' coperto da contribuzione figurativa; l'indennita'
e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo
massimo di lire 70 milioni annue per il congedo di durata annuale.
Detto importo e' rivalutato annualmente, a decorrere dall'anno 2002,
sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo
per le famiglie di operai e impiegati. L'indennita' e' corrisposta
dal datore di lavoro secondo le modalita' previste per la
corresponsione dei trattamenti economici di maternita'. I datori di
lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l'importo
dell'indennita' dall'ammontare dei contributi previdenziali dovuti
all'ente previdenziale competente. Per i dipendenti dei predetti
datori di lavoro privati, compresi quelli per i quali non e' prevista
l'assicurazione per le prestazioni di maternita', l'indennita' di cui
al presente comma e' corrisposta con le modalita' di cui all'articolo
1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33. Il congedo fruito
ai sensi del presente comma alternativamente da entrambi i genitori
non puo' superare la durata complessiva di due anni; durante il
periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire dei
benefici di cui all'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104,
fatte salve le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo
articolo.
6. I riposi, i permessi e i congedi di cui al presente articolo
spettano anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto.



Art. 43.
Trattamento economico e normativo
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 8;
legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33, comma 4;
decreto-legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito
dalla legge 27 ottobre 1993, n. 423, art. 2, comma 3-ter)

1. Per i riposi e i permessi di cui al presente Capo e' dovuta
un'indennita', a carico dell'ente assicuratore, pari all'intero
ammontare della retribuzione relativa ai riposi e ai permessi
medesimi. L'indennita' e' anticipata dal datore di lavoro ed e'
portata a conguaglio con gli apporti contributivi dovuti all'ente
assicuratore.
2. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 34, comma 5.


Art. 34.
Trattamento economico e normativo
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, articoli 15,
commi 2 e 4, e 7, comma 5)

1. Per i periodi di congedo parentale di cui all'articolo 32 alle
lavoratrici e ai lavoratori e' dovuta fino al terzo anno di vita del
bambino, un'indennita' pari al 30 per cento della retribuzione, per
un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi.
L'indennita' e' calcolata secondo quanto previsto all'articolo 23, ad
esclusione del comma 2 dello stesso.
2. Si applica il comma 1 per tutto il periodo di prolungamento del
congedo di cui all'articolo 33.
3. Per i periodi di congedo parentale di cui all'articolo 32
ulteriori rispetto a quanto previsto ai commi 1 e 2 e' dovuta
un'indennita' pari al 30 per cento della retribuzione, a condizione
che il reddito individuale dell'interessato sia inferiore a 2,5 volte
l'importo del trattamento minimo di pensione a carico
dell'assicurazione generale obbligatoria. Il reddito e' determinato
secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per
l'integrazione al minimo.
4. L'indennita' e' corrisposta con le modalita' di cui all'articolo
22, comma 2.
5. I periodi di congedo parentale sono computati nell'anzianita' di
servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima
mensilita' o alla gratifica natalizia
.
6. Si applica quanto previsto all'articolo 22, commi 4, 6 e 7.


Per eventuali, ulteriori dubbi, ti prego di contattarmi.
Ciao,
gdf (Moderator)
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gennarino de fazio
 
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